Gli errori che costano di più, e quando diventano irreversibili
Gli errori che si fanno organizzando un evento sono quasi sempre gli stessi. Quello che cambia è quando ci si accorge di averli fatti: alcuni si correggono con una telefonata, altri, superata una certa data, non si correggono più. Questa è la differenza che conta.
Bloccare la data prima dell'obiettivo
È l'errore più comune in assoluto, e nasce da una cosa ragionevole: la data e la location sono le prime cose che scarseggiano, quindi si ha fretta di fissarle.
Il problema è che tutto quello che viene dopo si costruisce intorno a quella scelta. Se l'obiettivo dell'evento non è ancora chiaro quando si firma, si finisce per adattare l'evento allo spazio invece del contrario. Un premio ai migliori venditori e una convention interna possono avere gli stessi numeri, ma vogliono sale diverse, tempi diversi e un'atmosfera diversa.
Quando diventa irreversibile: alla firma del contratto con la location. Da lì in poi cambiare significa perdere l'acconto.
Come si evita: scrivere l'obiettivo dell'evento in una frase, prima di chiamare qualsiasi location. Serve un minuto e cambia tutte le decisioni successive.
Trattare il budget come un numero finale
Il budget non è la cifra che si verifica a fine progetto. È uno strumento di lavoro che si aggiorna ogni volta che si firma un preventivo.
Chi lo tratta come un numero da controllare alla fine scopre di aver sforato quando non può più intervenire. Chi lo aggiorna man mano se ne accorge quando restano ancora voci su cui decidere, e può scegliere dove tagliare invece di subire il taglio.
Quando diventa irreversibile: quando è stata firmata la maggior parte dei fornitori. A quel punto il margine di manovra è quello che resta, e di solito è la parte meno importante dell'evento.
Come si evita: un solo documento, aggiornato a ogni firma, che tiene insieme preventivato e speso. Non serve niente di sofisticato: serve che esista e che sia uno solo.
Confrontare preventivi non omogenei
Tre preventivi per lo stesso servizio arrivano quasi sempre con perimetri diversi. Uno include il trasporto, l'altro no. Uno prevede due ore di personale in più. Uno conta il noleggio a parte.
Confrontare i totali senza riportarli allo stesso perimetro significa scegliere quasi a caso. E l'errore non si vede subito: si vede in fase di produzione, quando arrivano le voci che non erano incluse.
Quando diventa irreversibile: alla conferma del fornitore. Rinegoziare dopo si può, ma da una posizione debole.
Come si evita: una tabella con le voci a sinistra e i fornitori in colonna, compilata riga per riga, chiedendo a ognuno quanto costa quello che non ha incluso. È noioso, e nella mia esperienza la classifica cambia molto spesso.
Lasciare i ruoli impliciti
Nelle giornate lunghe la differenza tra un evento che scorre e uno che si inceppa non è la qualità dei fornitori. È la chiarezza di chi risponde a chi.
«Ci pensa qualcuno» in evento significa che non ci pensa nessuno. E il momento in cui si scopre è sempre il peggiore: durante il montaggio, con il pubblico che sta per arrivare.
La stessa cosa vale per le decisioni. Se durante l'allestimento manca metà di una fornitura, chi autorizza la soluzione alternativa deve essere già stato individuato. Cercare un'autorizzazione mentre gli ospiti arrivano è il modo più veloce per trasformare un problema piccolo in un ritardo visibile.
Quando diventa irreversibile: il giorno stesso. Non c'è tempo per rimediare.
Come si evita: prima dell'evento si stabilisce chi decide cosa e entro quale margine. Un margine stretto e chiaro funziona meglio di un mandato generico.
Confermare i numeri troppo tardi
Catering e trasporti chiedono i numeri definitivi con giorni di anticipo, e dopo quella data ogni variazione si paga. Le adesioni dei partecipanti vanno quindi chiuse prima di quella scadenza, non insieme.
L'errore è tenere le iscrizioni aperte fino all'ultimo per non perdere nessuno, e ritrovarsi a pagare le variazioni su tutta la linea.
Quando diventa irreversibile: alla data di conferma indicata nel contratto del fornitore.
Come si evita: si parte dalla scadenza del fornitore e si va indietro. La chiusura delle adesioni si fissa qualche giorno prima, e si comunica come una data vera.
Saltare il consuntivo
È l'errore che non si vede mai, perché l'evento è già finito e sembra andato bene.
Senza una verifica delle fatture rispetto al concordato e senza un quadro finale dei costi, l'edizione successiva riparte dalle stesse stime approssimative. Si rifanno gli stessi errori, si sottostimano le stesse voci, e nessuno sa perché.
Quando diventa irreversibile: qualche settimana dopo, quando i dettagli si sono persi e nessuno ricorda più dove era andato il tempo.
Come si evita: un debrief fatto a caldo, con dentro cosa ha funzionato, cosa si può migliorare e perché. È la fase che quasi tutti saltano, ed è quella che rende il secondo anno diverso dal primo.
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ScrivimiLe fasi nell'ordine giusto stanno in come organizzare un evento aziendale. Sui due errori più cari, budget e preventivi, c'è come si costruisce il budget. Se vuoi che del presidio se ne occupi qualcuno, è il coordinamento on-site.