Che cosa fa davvero un event manager
Le descrizioni che si trovano in giro dicono che un event manager pianifica, coordina, gestisce budget e fornitori. Sono tutte vere, e non dicono niente su cosa succede davvero durante un progetto. Qui c'è il lavoro fase per fase, così come lo vedo io su un evento aziendale vero.
Tre fasi, non una lista di compiti
L'errore più comune di chi non ha mai lavorato con un event manager è pensare che il lavoro sia uno solo, fatto di telefonate e liste da spuntare. In dodici anni e 250+ progetti ho imparato che sono tre mestieri diversi che si susseguono, con tempi, interlocutori e priorità che non si somigliano: ideazione, organizzazione, esecuzione on-site.
Confondere le fasi è il motivo per cui, da fuori, il ruolo sembra vago. Da dentro non lo è: ogni fase ha un obiettivo preciso e finisce quando quell'obiettivo è raggiunto, non quando finisce il tempo a disposizione.
Cosa faccio nella fase di ideazione
Le prime domande che faccio non riguardano mai la location o la data. Riguardano cosa deve succedere dopo l'evento: un lancio prodotto misura i contatti raccolti, una convention interna misura quanto le persone ricordano tra un mese, un evento per un canale commerciale misura gli ordini che ne seguono. Il formato si sceglie dopo, in funzione di quello.
Il risultato di questa fase è un brief scritto: obiettivo, pubblico, formato, budget indicativo, vincoli non negoziabili. Su un progetto aziendale medio richiede da una a due settimane, quasi sempre a cavallo di più riunioni con chi in azienda deciderà il budget definitivo. Serve tempo perché è qui che si evitano i cambi di rotta più costosi, quelli che arrivano a location già prenotata.
Cosa faccio nella fase di organizzazione
È la fase più lunga, in genere tra i due terzi e i tre quarti del tempo totale del progetto. È anche quella che si vede di meno, perché il risultato non è qualcosa che si tocca: è che il giorno dell'evento tutto funzioni senza che nessuno se ne accorga.
Il retro-planning
Su un evento aziendale di scala media il retro-planning che uso ha in genere tra le 60 e le 100 voci, ognuna con una data e un responsabile. Non è burocrazia: è lo strumento che permette di vedere con tre mesi di anticipo che una scadenza sta per saltare, invece di scoprirlo la settimana prima.
Scouting e coordinamento fornitori
Selezione, richieste di preventivo, confronto, contrattualizzazione. Su un evento di media complessità coordino in genere tra i cinque e i dodici fornitori diversi, ognuno con la sua data di conferma e le sue condizioni. Il metodo per confrontarli è descritto in come si scelgono i fornitori per un evento aziendale.
Budget e reportistica
Tengo il budget aggiornato riga per riga, non a consuntivo. Chi in azienda deve rendicontare la spesa riceve numeri veri durante il progetto, non solo alla fine. La struttura che uso è in budget di un evento aziendale.
Comunicazione con chi in azienda decide
Un referente interno raramente ha il tempo di seguire ogni dettaglio. Il mio lavoro è filtrare: portargli solo le decisioni che deve prendere lui, e risolvere il resto senza farglielo pesare.
Cosa faccio il giorno dell'evento
Il giorno stesso il lavoro cambia natura: da progettuale diventa quasi tutto reattivo. Coordino in tempo reale i fornitori presenti, che su un evento di media scala sono in genere tra i cinque e i quindici, e sono il punto unico a cui chiunque, dal cliente interno al tecnico audio, può rivolgersi se qualcosa non torna.
La parte che non si vede da fuori è quanto di questo lavoro consiste nell'assorbire imprevisti prima che arrivino a chi ha commissionato l'evento. Un fornitore in ritardo, un cambio di programma dell'ultimo minuto, un numero di partecipanti diverso da quello atteso: normalmente si risolvono senza che nessuno, oltre a me, se ne accorga. Il dettaglio di questa fase è in coordinamento on-site.
Quando serve davvero un event manager
Non tutti gli eventi aziendali ne hanno bisogno. Una riunione interna con trenta persone in una sala meeting si organizza bene anche internamente. La soglia dove il ritorno diventa evidente è quando si sommano almeno due di queste condizioni: più fornitori da coordinare in parallelo, un budget che qualcuno dovrà rendicontare con precisione, un vincolo di tempo stretto, oppure stakeholder esterni all'azienda, come clienti o partner, davanti ai quali un imprevisto costa più di una semplice scomodità.
Sotto quella soglia, un event manager è un costo in più. Sopra, il costo di non averne uno di solito emerge a evento in corso, quando è troppo tardi per rimediare bene.
Non sai se ti serve un event manager?
Scrivimi indicando formato dell'evento, tempistiche indicative e numero di fornitori o partner coinvolti. Capiamo come posso supportarti ed il servizio più adatto al tuo caso.
ScrivimiLe tempistiche di ogni fase sono descritte in quanto tempo serve per organizzare un evento aziendale. Se ti interessa il percorso completo di un progetto, parti da come organizzare un evento aziendale. Il servizio che copre l'intero percorso è event management.